Alla scoperta del borgo di Ottati tra risorse naturalistiche e culturali.

Ad Ottati, piccolo comune degli Alburni, alle pendici del Monte Panormo, arte, natura e storia si incontrano e si fondono dando vita a scorci e a scenari suggestivi.
La comunità locale è impegnata, da sempre, nel recupero, nella valorizzazione e nell’incentivazione alla fruizione turistica di queste risorse, consapevoli dell’importanza delle stesse quali fattori di resilienza e sviluppo del borgo e dell’intero territorio.
La presidente del Forum giovani Ottati, Barbara Marino, ed i gestori del Rifugio Panormo, Pietro Cappelli e sua madre Antonietta, raccontano per #comunitàresilienti le iniziative e le attività in corso, promosse e realizzate al fine di favorire il presidio e la conservazione del valore innato di questi luoghi, contribuendo, al tempo stesso, al miglioramento della qualità della vita di chi, tenacemente, non li abbandona.

Castelnuovo di Conza e i pionieri del cinema colombiano: i fratelli Di Domenico.

Castelnuovo di Conza, piccolo paese dell’Alta Valle del Sele, al confine tra le province di Avellino, Salerno e Potenza detiene, secondo l’ultimo rapporto Migrantes, il record di cittadini iscritti all’Aire, l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, con una percentuale che supera il 400%.

Sin dal 1800 gli abitanti di Castelnuovo sono stati protagonisti di flussi migratori pionieristici, spinti da vocazioni commerciali, artistiche, artigianali che hanno consentito loro, attraverso viaggi ed avventure, di trovar fortuna ed esprimersi a pieno in terre e culture profondamente lontane.

Tra le esperienze più singolari e significative, si annovera quella del commercio di coralli con l’Africa e, a seguire, gli scambi e le rotte verso le Americhe prima, ed il resto d’Europa poi.

Da Castelnuovo, alla volta del Sud America, partirono anche i F.lli Di Domenico, testimoni di un’impresa che li ha consacrati nel panorama cinematografico colombiano, tanti da essere ricordati come i Lumierè del cinema sudamericano.

Per omaggiare questa singolare vicenda migratoria è stato realizzato, attraverso i fondi erogati dalla misura 7.5.1. del GAL I Sentieri del Buon Vivere un murales, situato alle porte del paese e raffigurante questi tre illustri personaggi.

Grazie al racconto di Tina Terralavoro, ripercorriamo parte di quei viaggi che hanno portato, in giro per il mondo, i sogni e le speranze di tanti Castelnuovesi.

Castelfranci: storie di vino e di resilienza.

Castelfranci, piccolo borgo dell’Irpinia, di origini medioevali, è terra di tradizioni, di memoria e di vino. Situato su un pendio collinare, lungo la riva del fiume Calore Irpino, l’intero territorio presenta, infatti, una spiccata vocazione vitivinicola che si traduce in vini DOC e DOCG di elevato valore.

Il paesaggio è dominato da vigneti, testimoni e custodi di eccellenze note in tutto il mondo. A prendersene cura e a guidarci in questo percorso, per #comunitàresilienti, troviamo Colli di Castelfranci, storica azienda vitivinicola locale.

Non solo una cantina, ma una realtà che sa di resilienza, guidata da giovani che credono nelle immense potenzialità del territorio e lavorano, spinti da una grande passione: continuare a produrre il vino nella loro terra d’origine.

Tradizione e Innovazione: Azienda Agricola La Caggianese.

Il viaggio alla scoperta delle eccellenze territoriali fa tappa a Caggiano, paese del salernitano a confine con la Basilicata che, per la sua altezza, domina tutta la valle del Tanagro. Dal belvedere di Marvicino è, infatti, possibile godere di panorami mozzafiato ed estendere lo sguardo fino al mare, tanto da farlo sembrare anche più vicino (come ricorda il nome stesso della località, “Mar-vicino”).
Oltre che per gli aspetti storico-artistici e religiosi, il paese è noto per la sua arte culinaria, espressione di contaminazioni ed influenze di diverse culture, in particolare di quella napoletana.
Qui la cucina è prevalentemente contadina e riflette la vocazione agricola del territorio: l’olio extra-vergine di oliva, i formaggi, il carciofo bianco e gli altri prodotti della terra sono alla base di piatti unici ed elaborati.
Qui l’agricoltura si apre all’innovazione, senza dimenticare la tradizione. È questo il caso dell’Azienda Agricola La Caggianese, realtà imprenditoriale che, come racconta la titolare, Silvana Rosaria Adesso, ha saputo conservare la tradizione contadina, senza rinunciare all’innovazione e mettendo i sapori del territorio al centro della propria attività.
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